L’Inpgi entra nell’Inps: previdenza salva con l’unica opzione possibile

Con il via libera della Camera dei Deputati alla legge di Bilancio, la previdenza dei giornalisti italiani è salva. Non era il passaggio della gestione principale all’Inps la strada  prevista dalla maggioranza che governa l’Inpgi, ma è l’unica sopravvivenza possibile con una riserva tecnica di 1,2 anni, che non garantisce l’erogazione delle pensioni neppure fino al 2024. La garanzia pubblica  per le pensioni dei giornalisti richiesta dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, trova ideale completamento nella volontà politica frutto di un confronto intenso e finalmente trasparente sulla situazione dell’Istituto di previdenza di via Nizza. Il solo allargamento della platea dei contribuenti non sarebbe stato sufficiente a dare continuità e solidità al nostro futuro. Purtroppo per tanto tempo si è inseguito un intervento parziale ed ora confluire nell’Inps è l’unica via per garantire i nostri contributi. Non c’erano alternative e non ci sarebbe stata in futuro una condizione di condivisione politica come quella attuale. Della storia dell’Istituto rimarrà in vita solo la gestione separata che da adesso in poi erediterà il nome di Inpgi. Oggi è un giorno in cui si deve gioire, ci sarà tempo nelle prossime settimane per lavare i panni sporchi all’interno della categoria, spiegando come è stato gestito l’Istituto negli ultimi anni e di come ci sia stato grazie alla minoranza in consiglio generale il coraggio di confrontarsi con la politica su tutte le poste aperte con lo Stato. 

C’era il rischio di perdere l’autonomia dell’Istituto, ma era più importante garantire i nostri contributi. Per tale ragione ho inteso assieme ai colleghi definiti “di minoranza” avviare una operazione di informazione e trasparenza nei confronti di molti rappresentanti politici, con un confronto diretto  con l’on. Debora Serracchiani proprio sul tema dell’Istituto e su tutte le norme che ne hanno sovra-ordinato il funzionamento e le erogazioni negli ultimi settant’anni, da quella legge Rubinacci che lo trasformò in ente sostitutivo dell’Inps. 

Ci sono state tante voci di accusa nei confronti di una soluzione giusta e seria adottata dal Governo Draghi, che con la forza dei numeri e delle norme ha posto le basi per un futuro garantito e non aleatorio delle nostre pensioni. Nei prossimi mesi ci sarà una commissione mista che definirà le regole dei trasferimenti all’Inps e fin da ora chiederò un puntuale aggiornamento sui vari passaggi in modo da fornire le informazioni necessarie a tutti i colleghi. Vi chiedo di mandare cortesemente le vostre domande in modo da predisporne una raccolta e trasferirle a Roma per richiedere le risposte che già si possono avere e quelle che emergeranno nei prossimi mesi.

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